ENI: L'OFFERTA 10% E ALTRE CONSIDERAZIONI SUL CONSUMO DI ELETTRICITA'
Nel periodo prefestivo molti hanno trovato, nella cassetta della lettere, un grossa busta dell'Eni contenente tutto il necessario per aderire alle offerte commerciali, attualmente proposte dall'azienda. Riportiamo qui di seguito alcune interessanti e complete considerazioni fatte da Luciano Giustini nel suo blog sulla proposta dell'Eni e sul mercato libero dell'energia in generale Mi sono preso la briga di fare due conti, nel postprandiale (quindi tutto passibile di errore), per capire se conviene o meno, ed ho scoperto alcune cose interessanti che forse possono essere utili a qualcun altro..
Qualche considerazione ed alcuni dati:
a) lo sconto è sulla quota energia della bolletta luce, che corrisponde al 65% circa della bolletta. Poi ci sono le imposte e la quota potenza, su cui è fisso. Anzi sono variabili a seconda del contatore che avete o della residenza: se avete un contatore fino a 3 KW pagate pochissimo (e questo lo sanno tutti, quelli che devono combattere ogni giorno nella decisione di tenere acceso ad es. lo scaldabagno OPPURE il forno elettrico, a fronte di una bolletta inferiore), mentre se superate questa potenza o non avete la residenza (le due condizioni mi sembra si equivalgano alla fine, vedi punto d) pagate molto di più di quote fisse e ovviamente consumate anche di più. Dall'esperienza fatta (noi provammo a passare al contatore da 4,5 KW) la bolletta aumenta di un buon 35%. Che non è poco.
b) Si può scegliere tra monoraria o bioraria. Nel primo caso la fascia è unica e si chiama F0 ed è quella che hanno tutti di default. Nel secondo caso, ci sono le due fasce F1 e F23, dalle 8 alle 19 e dalle 19 alle 8, con la seconda ovviamente meno costosa.
Attenzione però: per questo ci vuole un contatore in grado di registrare il consumo orario e quindi uno elettronico. L'Enel ne ha installati gratuitamente diversi, ma non tutti ce l'hanno, anzi. Non so se il gestore lo installa gratuitamente o meno, e quando. Sul contratto c'è solo scritto che la tariffa bioraria viene conteggiata solo dal momento in cui c'è un contatore elettronico, senza specificare altro.
Qui c'è peraltro un dato da tenere in considerazione: siccome la tariffazione è "fissata" cioè tiene conto di un consumo prefissato del 35% in F1 e del 65% in F23, se uscite in minor costo per più del 1 % circa da questa ripartizione di consumo, la bioraria non conviene più. Tra l'altro secondo me non è tantissima la differenza in ogni caso, perché dalle stime il risparmio sembra contenuto (tra l'1 ed il 5%), ma magari mi sbaglio.
c) Eni ha un'opzione interessante che si chiama Consumo Piatto: in pratica, tu guardi quanto hai consumato nell'anno precedente, e lo scrivi nel contratto. Eni si impegna a darti bollette tutte uguali per l'anno successivo, evitando i "picchi", cioè evitando di mandarti una bolletta altissima se per un motivo qualunque in un mese hai fatto 3 volte tanto di consumi. Ovviamente, l'anno successivo la differenza verrà conteggiata, o spalmata sulle 6 bollette (o 12 se il consumo supera una certa soglia) o in altri modi, da contratto o definibili con Eni. In ogni caso non mi sembra disprezzabile: in generale è raro che ci siano enormi differenze di consumo, mentre può essere comodo "contare" su una bolletta sempre uguale nell'arco di un anno senza sorprese. In ogni caso se non ricordo male, qualora si ecceda il 33% del consumo pattuito, Eni ti avvisa con qualche mezzo.
d) la sorpresa delle tariffe. Qui il gestore non centra niente, ma entra in gioco l'Autorità per l'Energia elettrica e il Gas. La prima cosa da sapere, per fare i conti, è il proprio consumo annuo. Lasciando da parte il tariffario Eni, sono andato sul sito loro ed ho scoperto alcune cose curiose: sulla pagina delle tariffe per utenza domestica. Si evince, ad esempio per una tariffa 3 KW, monoraria base, residente, la fascia di maggior costo (0,26-0,27 euro/KWh) è - guarda tu il caso - proprio la fascia di maggior consumo. In altre parole, se consumi veramente pochissimo (fino a 1800KWh/anno) paghi pochissimo, ma se stai in mezzo (la famiglia tipo si calcola consumi 2700 KWh/anno) paghi la tariffa più alta di tutte. Bello vero? Va bene che poi vanno considerate le suddivisioni di livello (scaglioni) però il discorso vale lo stesso.
La cosa forse sorprendente è che se si supera il consumo medio e si va oltre 4440 KWh/anno, si torna a pagare di meno. Probabilmente questo però si spiega col fatto che è ben difficile consumare così tanto col contatore da 3 KW (anche perché scatta al raggiungimento del picco di carico che mi sembra sia 3,3 per due ore continuative, se non sbaglio).
La vera cosa sorprendente, se vogliamo, è che se si sceglie di montare un contatore maggiore da 3 KW - e a quel punto non interessa più al gestore se si installa da 4,5 KW o da 15 KW! - la quota energia è la meno cara in assoluto (mi sembra di sentire qualcuno dire "Ma come, più consumi meno paghi!"...eh). Comunque è così: ovviamente le imposte sono in proporzione molto più alte, però una volta superata la soglia di 3 KW, si paga una tariffa fissa di 0,17, 0.18 circa a seconda dei mesi.
fonte:www.lucianogiustini.org/blog
28 / 12 / 2008