MINI EOLICO: DUE CONTI PER FAMIGLIE E AGRICOLTORI
Con la Finanziaria 2008 sono stati introdotti incentivi a favore di impianti eolici con taglia inferiore ai 20kW, il cosiddetto mini-eolico. Ma esiste davvero una convenienza economica ed energetica per chi andrà a sostenere gli investimenti? Che l'eolico sia una delle fonti energetiche con le maggiori sovvenzioni statali è ormai un fatto noto al pubblico, agli investitori finanziari e alle amministrazioni locali. Soprattutto al Sud Italia sono emerse numerose richieste di autorizzazioni per la realizzazione di parchi eolici, che godono della tariffa incentivante più alta d'Europa (180 euro per MW prodotto). Secondo una recente inchiesta de L'Espresso, subito seguita della trasmissione televisiva Exit i guadagni che l'energia eolica produrrebbe hanno stimolato la caccia alle autorizzazioni per l'installazione. Un affare ricco, tanto che si stima il valore di una autorizzazione in circa 500.000 euro per MW installato, un investimento da cui gli investitori possono rientrare ben presto, dato che ciascuna turbina riesce a produrre energia per circa 30.000 euro mese. Nella scorsa Finanziaria, per incentivare impianti di più piccola taglia, cioè fino a 20kW, ideali per per uso proprio, agricolo o industriale, oltre a ridurre molte procedure autorizzative è stata introdotta una nuova tariffa incentivante: 30 centesimi di euro per kW prodotto, un incentivo quasi simile a quello fotovoltaico. Sembra un buon investimento. Ma è davvero così?
Una delle società più attive nella produzione energetica a livello locale, la AGSM di Verona - municipalizzata del Comune scaligero, che da tempo è impegnata anche nella produzione da fonti rinnovabili - si è posta il problema di valutare il costo della produzione energetica degli impianti eolici, sia mini che midi, cioè con altezza mozzo rotore di 18 o 60 mt. 20kW 20kW vs 800kW La valutazione, realizzata con dati di vento reali e riferiti a 3 anni di misure, parametrizzati con la curva di Weibull che identifica una media statistica per la ventosità dei siti, ha preso in esame la produttività di un aerogeneratore da 800kW con altezza mozzo di 60mt e diametro rotore di 53 con in confronto ad un un aerogeneratore da 20kW con altezza mozzo di 18mt e diametro rotore di 8 mt.
Due scenari
Per prima cosa va chiarito che maggiore è l'altezza dal suolo maggiore è la velocità del vento. Di conseguenza la ventosità a 60 mt dal suolo è sempre maggiore di quella a 18 mt. Sono stati presi in esame due scenari:
- un'ipotesi di convenienza minima dell'eolico, ventosità minima di 3,86 m/s a 18 mt equivalenti 5,54 m/s a 60 mt;
- un ipotesi di competitività economica con altri impianti a ciclo combinato a gas: ventosità minima di 5,11 m/s a 18 mt, equivalente a 7,32 m/s a 60 mt.
I risultati del confronto di produttività
I costi di produzione utilizzati da Agsm nel confronto sono reali e nel caso dell'aerogeneratore da 20kW sono quelli comunicati dai costruttori/sviluppatori del settore. Per determinare la produttività delle macchine in relazioni ai siti si sono moltiplicate le curve di weibull con le curve di potenza, fornite dai produttori. Per ottenere la medesima produzione annua di un aerogeneratore da 800kW occorrono, nello scenario più sfavorevole (1600Mwh/a), 123 macchine da 20kW(13Mwh/a cad.), mentre nello scenario più favorevole (2740 MWh/a) 94 macchine (29 Mwh/a cad.).
Rapporto costi/produzione
Per determinare i costi complessivi occorre prendere in considerazione i costi di acquisto delle macchine, i costi autorizzativi, le opere civili, la manutenzione, e la dismissione a fine vita. Dalla simulazione effettuata da AGSM ne emerge che nell'ipotesi a bassa ventosità il generatore da 800kW ha un costo di produzione per singolo MWh di 133 euro, mentre quello da 20kW di ben 682 euro, molto al di sopra dell'incentivo di 300 euro/MWh prodotto. Il pareggio economico del mini eolico si ottiene con i siti ad alta ventosità (5,6 m/s a 18 mt). In questa situazione il costo per MWh prodotto è pari all'incentivo statale. Ma in questo scenario l'aerogeneratore da 800kW consente una redditività netta di 63euro/MWh, concorrenzale alla produzione energetica con le centrali a ciclo combinato a gas.
Quando utilizzare il mini eolico
Il fatto che i mini aerogeneratori siano poco interessanti dal punto di vista della redditività non implica che il legislatore abbia sbagliato ad incentivarli o che la loro adozione ne debba essere preclusa. Secondo Marco Giusti, che ha coordinato la ricerca per AGSM di Verona i mini aerogeneratori trovano la loro giustificazione in siti ad alta ventosità o non accessibili ai generatori di taglia maggiore, sempre preferibili nelle altre situazioni sia per i costi di produzione sia in termini di percezione visiva: una macchina da 800kW occupa meno spazio ed è molto meno visibile di 94 macchine da 20kW
E il micro eolico?
Se la valutazione economica di convenienza è già sfavorevole nei confronti dei mini generatori, ancora più complicata si fa la valutazione per i micro generatori, quelli con altezza mozzo di pochi metri, destinati all'uso casalingo. Ma ciò non dovrebbe scoraggiarne l'adozione. Secondo Stefano Dal Savio, responsabile del Renertech, il centro per le energie rinnovabili del Tis Innovation Park di Bolzano, la valutazione d'uso per gli impianti di piccolissima taglia deve contemplare anche altri aspetti, oltre alla valutazione economica del contributo sulla bolletta. Ci si riferisce in particolare alla manifestazione dell'impegno della famiglia verso una maggiore sostenibilità, che dovrebbe determinare anche maggiore apprezzamento sociale. La famiglia è diventata target di riferimento per le industrie di settore. Negli Usa con 800 Usd si riesce ad acquistare il proprio kit eolico da giardino. In Italia la Tozzi Nord, in collaborazione con il gruppo di distribuzione Paterno sta studiando un aerogeneratore da vendere nei negozi di bricolage. Piccole prove di “democrazia” energetica?
fonte: casa e clima.it
17 / 12 / 2008